Fallimenti famosi

Quando vi sentite giù, vi sentite depressi perché qualcosa nella vostra vita non va… provate a riflettere su questo. Un incoraggiamento da condividere con tutte le persone a cui volete bene.

È un piccolo pensiero che vuole essere per voi un aiuto a superare il cospicuo stress che si fa sentire nelle festività.

La redazione di Power of optimism coglie l’occasione per farvi tanti auguri di Buona Pasqua!

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Consigli pratici per essere sempre in ordine!

Con questi ritmi frenetici e incastri fra lavoro, scuola, tempo libero, bambini, ecc… spesso capita di sentirsi in “disordine”. Ecco una breve guida per velocizzare la nostra “manutenzione”, con quelli che secondo me sono i consigli più rapidi e veloci, per non avere nulla di cui “rimproverarsi”!

Manca il tempo per truccarsi!

Parliamoci chiaro: la mattina, chi ne ha voglia? A me capita spesso di truccarmi sui mezzi quando sono in ritardo. Ovviamente non parlo di un trucco completo, non sempre perlomeno, perché trovo estremamente scomodo stendere il fondotinta mentre sono sul treno! Scomodo ma non impossibile! Se ci muniamo di un prodotto compatto con spugnetta! Anche se per una base ben fatta è sempre meglio calcolare una decina di minuti in tranquillità e una luce naturale. Se non necessitiamo di particolare trucco coprente, come in estate, possiamo limitarci a utilizzare un correttore sfumandolo sulle imperfezioni, previa passata di tonico sgrassante per le pelli grasse/miste, o di un velo di crema a veloce assorbimento per pelli tendenti più al secco. Anche una BB cream o una CC cream sono ottimi soluzioni! possiamo crearle da noi mescolando un pò di fondotinta nella nostra crema abituale!

Sopracciglia in disordine.

Sempre meglio tenere una pinzetta e uno specchietto a portata in casa. Quando si è di corsa però, depilarci le sopracciglia è l’ultima cosa che passa per la mente. Consiglio allora di passare un apposito mascara per sopracciglia, trasparente o colorato, in base alle esigenze. E’ veloce ed effetto. A mio avviso è meglio scegliere una nuance più chiara o uguale alla propria base, per essere a prova di errore anche in velocità. Anche la matita – classica o morbida in stick – è un valido alleato. Mimetizzeremo eventuali “buchi” ed è vero, non enfatizzeremo la linea pulita di un sopracciglio depilato, ma a mio avviso il prodotto camufferà e darà l’idea di un look più naturale, finto spettinato e più curato.

Rimedi semi permanenti.

Ciglia e unghie possono essere risolte così: oggi usano rimedi della durata di 3 settimane circa che tolgono il pensiero, non senza accorgimenti specifici però.

Ciglia

Infoltimento

L’infoltimento ciglia è una tecnica che eviterà di utilizzare il mascara per circa un mese e darà un effetto ciglia finte applicate, d’impatto e meno naturale. Si tratta di peletti sintetici o di visone (molto utilizzato e spesso preferito al sintetico; i centri possono offrire la scelta al cliente) applicati con una colla speciale ciglio per ciglio. La misura dell’infoltimento sarà concordata da operatore e cliente in base alle ciglia di partenza e al risultato voluto. Una volta applicate, le ciglia finte necessiteranno di pulizia mattutina e serale con acqua micellare, e matita o ombretti cremosi saranno banditi, perché limitano la durata dell’applicazione. Sì a polveri e eyeliner liquidi. La posa è di circa 2 ore e il costo è di circa 80 euro.

Mascara semi permanente e/o permanente ciglia

Trattamento della durata di circa 2 settimane, è più economico e veloce. Si tratta di incurvare le ciglia naturali con un apposito mini bigodino e prodotto “incurvante”.  In genere questo trattamento è abbinato alla tintura delle ciglia con un prodotto duraturo.

Unghie

Copertura con smalto semipermente, gel, o acrilico sono soluzioni davvero pratiche per evitare l’effetto smalto sbeccato dopo poche ore! Nei periodi in cui non si ha tempo per curarsi nei dettagli, trovo la soluzione copertura geniale, anche senza ricorrere alla ricostruzione ovvero all’allungamento dell’unghia. Potremmo avere una manicure e pedicure curate e durature senza preoccupazioni.

Ecco a voi un’infarinatura, o meglio, un’incipriata di estetica e make up alla “veloce” !!!

A cura di Crystal

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le pagine della nostra vita

Io non mi stancherò mai di rivedere questo film. Potrei guardarlo all’infinito, per poi scoppiare ogni volta in lacrime o notare qualcosa di nuovo. Ricordo ancora quando lo scoprii, anni fa, in televisione ed esso mi commosse profondamente. Ero solo una ragazzina di 14 anni, che si annoiava la domenica pomeriggio a casa di sua nonna. Non ne sapevo niente del vero amore, di quel sentimento testardo che ti lega irrazionalmente, fregandosene di spazio e tempo, ad un’altra persona.

Rammento mia nonna, i suoi sorrisi e le sue parole misteriose. Era una donna forte, difficilmente parlava dei suoi sentimenti, ma mi parlò spesso del nonno da cui avevo preso il nome e che non avevo mai conosciuto. Nei suoi occhi c’era forse quel trasporto che Allie provava per Noah. Ai tempi di mia nonna, l’amore non era come oggi, ci si credeva davvero, ci si investiva di più.

“Le pagine della nostra vita” è un film del 2004, diretto da Nicholas Cassavetes e tratto dall’omonimo romanzo di Nicholas Sparks. Esso racconta la storia d’amore complicata e tormentata di Allie e Noah, i quali sono interpretati rispettivamente da Rachel McAdams e Ryan Gosling. Il loro fu, sin dal principio, quello che comunemente si potrebbe definire “grande amore”, non un amore qualsiasi bensì un legame speciale e reciproco in grado di durare davvero a lungo. La maggior parte delle persone non crede in un amore del genere, spesso perché non ha la fortuna di sperimentarlo in tutta una vita oppure perché semplicemente non riesce a lottare per esso.

Il film comincia poeticamente con le dolci note della colonna sonora in sottofondo e le telecamere puntate su un lago. Nei pressi di questo lago si trova una casa di riposo per anziani, dove un uomo di nome Duke ha l’abitudine di leggere a un’altra paziente il diario di una storia d’amore.

La storia è incentrata sulle vicende di Noah Calhoun e Allie Hamilton, due giovani che si conobbero e si innamorarono nell’estate del 1940, a Seabrook Island, nella Carolina del Sud.

Noah era un operaio onesto, mentre Allie una ragazza di 17 anni appartenente a una famiglia ricca della buona società americana. Fra i due non fu amore a prima vista. Ci volle tutta la testardaggine e la determinazione -spesso folle- di Noah perché Allie arrivasse a notarlo.

Alla fine, però, il sentimento sbocciò e i due iniziarono una relazione. Probabilmente, si trattava per entrambi del primo amore. Purtroppo, come spesso accade a quell’età, i due giovani si trovarono a dover fare i conti con la realtà e in particolare con chi del loro amore non voleva saperne. I genitori di Allie avevano in mente un roseo e sfavillante futuro per la figlia, che non includeva al suo interno lo squattrinato Noah. Così, una sera, i due innamorati, mentre stavano per fare l’amore in una casa abbandonata, che Noah aveva mostrato ad Allie spiegandole che sognava di comprarla e ristrutturarla per loro due, furono interrotti dall’amico Finn, il quale li informò che la polizia li stava cercando. Ad allertare gli agenti, ovviamente, erano stati i genitori della ragazza. Al rientro dei due giovani a casa Hamilton, i genitori di Allie litigarono furiosamente con la figlia e le proibirono di rivedere nuovamente Noah poiché il giovane non apparteneva al loro ceto sociale.

Noah ebbe modo di udire il litigio e le cattive parole spese nei suoi confronti e ne restò amareggiato, al punto da iniziare lui stesso una discussione con Allie. A quel punto, le strade dei ragazzi si divisero irrimediabilmente.

Entrambi, con il cuore spezzato, sebbene giovanissimi, tentarono di portare avanti le proprie vite a chilometri e chilometri di distanza. La Signora Hamilton, per evitare qualsiasi tipo di ricongiungimento, condusse infatti Allie a Charleston. Inoltre, intercettò le lettere che Noah scrisse senza scoraggiarsi ad Allie per un anno intero.

I ragazzi furono così separati dalla guerra e dalle vicende della vita per sette lunghissimi anni. Noah si arruolò nell’esercito e Allie divenne infermiera volontaria. Non smisero mai di pensarsi e di cercarsi. Allie vedeva il volto di Noah in tutti i soldati feriti che aveva occasione di curare. Nell’ospedale militare in cui lavorava, tuttavia, Allie giunse a conoscere un altro ragazzo, con cui si fidanzò alla fine della guerra, Lon Hammond Jr.

Noah, dopo la vittoria, invece tornò a casa e si mise a cercare di realizzare il sogno che aveva condiviso, anche se per pochi istanti, con Allie di una vita insieme. Si mise così a lavorare alla villa abbandonata, nella speranza che la ragazza prima o dopo tornasse.

Rimasero separati per sette anni, finché Allie non vide sul giornale la fotografia di Noah accanto all’annuncio di vendita della casa che aveva ristrutturato, la loro casa. Svenne, mentre provava il vestito da sposa che avrebbe dovuto indossare al matrimonio concordato con Lon. In cuor suo, iniziava a capire che qualcosa non andava e di aver sottovalutato la forza dei vecchi sentimenti e del destino. Decise allora di recarsi a Seabrook Island per chiarirsi le idee.

Fu così che i due si riunirono per non lasciarsi più.

Alla fine del racconto, la paziente cui Duke narrava la storia ha un barlume di lucidità e ricorda di essere stata lei Allie e di aver appuntato lei stessa la storia nel diario.

La loro gioia dura pochi minuti. Poi, Allie viene sedata e portata nel reparto psichiatrico di un ospedale, mentre Noah ha un attacco di cuore e viene condotto con urgenza nella stessa struttura. Noah, tuttavia, si riprende e riesce a raggiungere Allie nella sua stanza. La donna, preoccupata per le condizioni fisiche dell’uomo, riesce a ricordarsi di lui. I due si addormentano abbracciati e muoiono nel sonno.

Allie: “Tu credi che il nostro amore riesca a fare miracoli?”

Noah: “Oh, sì certo. È questo che ti riporta a me tutte le volte.”

Allie: “Allora credi che il nostro amore possa portarci via insieme?”

Pochi sanno che la storia di Noah ed Allie è vera e si ispira alle vicende che coinvolsero i nonni della moglie dello scrittore.

Questo film ci incoraggia a dare ascolto al nostro cuore e a non arrenderci di fronte agli ostacoli. Inoltre, esso vuole insegnare il valore dei sentimenti, del vero amore, e spingerci a non accontentarci di qualcosa che vagamente gli assomiglia.

A cura di Franny.

Indossare la felicità

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Che cos’è esattamente la felicità? Davvero la si può indossare? Io credo di sì.

La felicità, tuttavia, per me non è quello stato esente da dolore, caratterizzato da euforia continua, voglia di sorridere, nell’ambito di una circostanza particolarmente fortunata. Se così fosse, essa sarebbe una condizione prettamente effimera e fugace nella vita umana. C’è chi la pensa a questo modo, sì.

Io, per parte mia, invece, credo che la felicità sia qualcos’altro e che si possa indossare. Ritengo che essa sia un’attitudine, uno spirito particolare con cui affrontare la vita e tutte le sue difficoltà. Nessun uomo, infatti, può raggiungere lo status della felicità, se pensa che essa sia uno stadio di perfezione e assenza assoluta di dolori e amarezze. La perfezione, infatti, è per sua stessa definizione qualcosa di irraggiungibile e impossibile.

E se, al contrario, la felicità fosse una condizione cui ci si può allenare? Se la felicità fosse un abito che puoi indossare nei giorni più belli come nei giorni bui?

A volte, siamo ricchi e non lo sappiamo: magari abbiamo una famiglia che ci vuole bene, siamo in salute, abbiamo amici straordinari, ma sentiamo dentro di noi quel senso di incompletezza che è tipico della natura umana. Siamo sempre alla ricerca di qualcos’altro. Anche quando abbiamo raggiunto traguardi che ci eravamo prefissi da tempo e per cui, anni addietro, saremmo stati felicissimi, ci sentiamo sempre come se ci mancasse ancora qualcosa. Sì, ciò non è sostanzialmente negativo, ma rischia di minare il nostro umore, la nostra serenità e rendere vani tutti quei progressi che abbiamo fatto.

Ecco, per me si può trovare un briciolo di felicità in ogni situazione. C’è sempre qualcosa per cui essere grati. Per me la felicità è quindi un atteggiamento in continuo mutamento, non uno status, non un traguardo, ma qualcosa che si cerca di mantenere malgrado gli ostacoli e le criticità dell’esistenza. Per mantenere tale atteggiamento e stare bene, bisogna pensare a se stessi come una nave in alto mare, come un vecchio galeone di legno nel quale ogni tanto spuntano delle piccole falle. Le falle rischiano di farlo affondare costantemente. Esse rappresentano, diciamo, le nostre preoccupazioni della quotidianità o le cose cui teniamo di più e che ancora non siamo riusciti a conquistare. Se ci lasciamo prendere dal panico e dallo sconforto, cosa succederà? Andremo a fondo, noi e il galeone, ovvero diventeremo depressi e passivi senza alcuna voglia di reagire. Così facendo, però, non attireremo nulla di buono. Se, invece, proveremo a chiudere con coraggio e determinazione le falle, ogni volta che si presentano, e a scacciare i nostri pensieri negativi, potremo fare tanto, tantissimo, non solo per noi stessi ma anche per altre persone. Spesso, noi ci lamentiamo per banalità, cose insignificanti, come l’aumento di una rata del mutuo, un appuntamento che è saltato, un fidanzato/a che ci ha lasciati, un voto a un esame che non ci ha convinti, una cena che non è venuta buona come avrebbe dovuto, un vestito che è diventato vecchio, il maltempo, ecc… ecco, sprechiamo energie. Sì, perché nel mondo ci sono persone che hanno guai veri, guai grandissimi, come malattie, disabilità e altro e che, nonostante tutto, hanno dentro di sé una forza e un coraggio straordinari. Quelle persone riescono a trovare aspetti positivi e momenti di felicità in ogni circostanza. Ess, inel vero senso della parola, indossano la felicità, perché vedono bellezze che agli occhi delle persone comuni sono precluse e sanno apprezzare le piccole cose. Allora, questa riflessione vuole essere un monito per tutti a fare qualcosa di più, a tentare di sorridere e a trovare positività anche nei periodi di tristezza e scoraggiamento. Io stessa avevo un carattere umorale e più pessimista, prima di incontrare persone e vivere situazioni che mi hanno cambiata prepotentemente, che mi hanno incoraggiata a fare qualsiasi cosa per non permettere alla mia nave interiore di affondare.

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“La vita è come uno specchio: ti sorride se la guardi sorridendo.”

(Jim Morrison)

A questo proposito, volevo condividere con voi il pensiero di una ragazza malata di tumore, di nome Holly Butcher, poi deceduta, che mi ha fatto molto riflettere: https://youtu.be/CF-yTNb7g34

A cura di Franny.

L’amore è complicato per gli otaku -anime

Oggi voglio parlarvi di un anime, che ho avuto occasione di guardare in giapponese coi sottotitoli in italiano. Gli anime sono un’altra di quelle occasioni di svago interessanti per chi come me ama viaggiare con la fantasia e ritiene che l’età sia solo un numero. Siete depressi o insoddisfatti, a causa di una giornata di lavoro pesante? Volete un’alternativa alle solite serie TV e avete nostalgia di quando eravate ragazzini? Bene, si vede che per voi è giunto il momento di fare un tuffo nel mondo degli anime giapponesi.

Avete vergogna di dire che vi piacciono i manga o gli anime? Beh, allora questa storia d’amore e d’amicizia potrebbe anche fare al caso vostro. “L’amore è complicato per gli otaku”, o “Otaku ni koi wa muzukashii” in giapponese, -non chiedetemi di scriverlo in ideogrammi-, è un anime che parla della difficoltà dell’essere un otaku, concetto che raggruppa gli appassionati di videogiochi, di fumetti, cartoni animati e computer.

L’anime in questione è stato messo in onda per la prima volta il 13 aprile 2018, prodotto da A-1 Pictures e diretto da Yoshimasa Hiraike. Esso è frutto della fantasia di Fujita, autore del manga omonimo da cui ha tratto ispirazione l’anime. In Italia, gli episodi sono stati trasmessi in streaming in simulcast anche coi sottotitoli in italiano, su Amazon da Amazon Video. Gli episodi in totale sono 11 e hanno una durata di 20 minuti ciascuno.

Hirotaka Nifuji e Narumi Momose, protagonisti della serie.

La storia narra le vicende quotidiane dei due protagonisti Hirotaka Nifuji e Narumi Momose, insieme a quelle dei loro amici Taro Kabakura e Hanako Koyanagi.

Taro Kabakura e Hanako Koyanagi in una scena.

Fra gli altri personaggi primari dell’anime troviamo Naoya Nifuji e Ko Sakuragi.

Ko Sakuragi e Naoya Nifuji .

La narrazione ha inizio quando Narumi Momose, impiegata imbranata e ritardataria si sveglia per il suo primo giorno di lavoro in una nuova azienda. Narumi ha cambiato vita, lavoro, casa, in seguito alla fine della relazione amorosa con un ragazzo, la cui identità nell’anime non è specificata.

Narumi è triste, depressa e al contempo preoccupata per la sua nuova situazione. Il suo timore più grande è che qualcuno dei suoi nuovi colleghi possa scoprire che lei è un otaku, cioè un’appassionata di videogiochi e una lettrice accanita di manga. L’essere otaku ancora alla sua età -ha cerca 25 anni- non è ben visto nella società giapponese. Allora Narumi ripromette a se stessa di nascondere a tutti i suoi veri hobby e le sue vere passioni, hobby per cui nessuno dei suoi ragazzi precedenti l’aveva mai accettata. L’ultimo era arrivato a lasciarla proprio perché aveva scoperto la sua natura di otaku.

Narumi, però, in azienda fa un incontro imprevisto: vede Hirotaka Nifuji, suo stretto amico di infanzia e compagno di giochi.

Hirotaka e Narumi da ragazzini, insieme al piccolo Naoya.

Hirotaka è un gamer, un otaku proprio come Narumi, ma a differenza di lei non teme il giudizio altrui e non ha paura di nascondersi.

I due riprendono la loro amicizia da dove l’avevano lasciata. Poi Hirotaka si propone inaspettatamente a Narumi come potenziale fidanzato in virtù dei loro interessi comuni. Lei accetta, senza sapere che Hirotaka prova per lei dei sentimenti più profondi da molto più tempo.

La coppia instaurerà poi un bel rapporto con un’altra coppia di lavoratori dell’azienda, anche loro otaku sotto copertura, cioè con Hanako Koyanagi e Taro Kabakura.

Narumi capirà alla fine che è meglio accettarsi come si è e avere al proprio fianco una persona che apprezzi come sei davvero?

A cura di Franny.

Beauty is a state of mind- english version

Sometimes we feel ourselves disheveled, or maybe criticised wrongly.

But what is outer beauty exactly? Shouldn’t we look first at our psychological well-being? What if I tell you these two elements are linked?

All of us, instead of blindly following the directives given by media, or the common ideas, should understand that in order to feel good is important to note that we are special just being us. We have to realise also that our little “imperfections” are not as significant as they led us to believe.

Avoiding to distort our own vision of beauty, that it has already been achieved, is the first step. Forgetting the work we did to get there and feeling comfortable will make us seductive and impeccable.

But how can we work on it? That’s a great question!

Don’t miss our next beauty tips!

Written by Crystal.

Verona: avete mai pensato di mandare una lettera a Giulietta Capuleti?

Statua raffigurante Giulietta Capuleti, Verona.

Non tutti sanno che “a Verona esiste un luogo dove chi soffre per amore lascia il suo messaggio a Giulietta” (Dal film “Letters to Juliet”).

Presenta così il proprio operato il Club di Giulietta, sulla Home del proprio sito web (http://www.julietclub.com/it/).

Noi della redazione di Power of optimism abbiamo deciso di indagare un po’ e informarci meglio sulla questione.

Il Club di Giulietta nacque nel 1972 da un’idea di Giulio Tamassia e un gruppo di intellettuali ed artisti fortemente affezionati alla leggenda poi tradotta in tragedia da Shakespeare. Fin dalla sua istituzione, il Club non solo ha curato numerosi eventi legati al mito di Romeo e Giulietta, ma, su incarico del Comune di Verona, si è occupato di gestire le numerosissime lettere indirizzate a Giulietta.

Il fenomeno della posta a Giulietta, in realtà, ha origini ben più antiche. Nei lontani anni ’30 del Novecento, quasi un secolo fa, il custode della tomba di Giulietta, Ettore Solimani, rimase colpito dal fatto che diversi turisti lasciassero misteriose missive, in prossimità della tomba, come in cerca di un consiglio. Ettore Solimani, intenerito e commosso dalle lettere, decise di cominciare a rispondere, divenendo, così, il primo segretario di Giulietta.

Ma dove si trova la tomba di Giulietta? Essa esiste dal 1937 circa e ha sede nel chiostro di un ex convento di frati cappuccini del XIII secolo, oggi Museo degli affreschi “G.B. Cavalcaselle”.

Tomba di Giulietta, Verona.

Googlemaps, la posizione del museo.

L’aspetto e il luogo come lo vediamo ora si deve a un’idea di Antonio Avena che volle che fosse sistemato qui i sepolcro della giovane Capuleti. La decisione di Avena fu mossa dal fatto che la tradizione e le fantasie popolari ritenevano da tempo il luogo sede reale e terrena del riposo eterno di Giulietta. Già a inizio Ottocento si vociferava, riguardo un sarcofago rosso presente nel convento, che quello fosse la tomba della famosissima innamorata di Romeo Montecchi.

Ebbene, alle primissime risposte di Solimani seguirono centinaia e centinaia di lettere, un quantitativo così alto che il fenomeno assunse portata mondiale. Così, una volta che Solimani giunse all’età della pensione si comprese che Giulietta doveva continuare a rispondere agli innamorati dubbiosi e confusi che domandavano il suo aiuto. L’incarico passó allora a un intellettuale, Giulio Tamassia, che poi fu tra i fondatori del Club di Giulietta.

Alcuni dei messaggi che, ad oggi, vengono ancora inviati a Giulietta. Casa di Giulietta (Verona).

Fra i messaggi più celebri che il Club ha pubblicato:

  • Gisele ha ventotto anni ed è biologa. Lo scorso anno ha lasciato il Brasile, la famiglia e il lavoro per trasferirsi a Verona. Nella sua lettera racconta l’incredibile storia d’amore nata sulle note di un violino durante un viaggio in Italia:
    “I nostri sguardi e forse anche i nostri cuori si incrociarono per la prima volta a quel concerto… Quelle musiche mi toccarono profondamente l’anima e mi fecero vagare senza meta per il resto della notte. Così decisi di contattare il maestro che aveva suonato come solista quella sera… Da allora ci sono stati momenti preziosi, conversazioni a diecimila chilometri di distanza… e un anno della nostra vita tra lacrime e abbracci d’addio all’aeroporto… Poi, non ho potuto resistere ..”

    (Premio Cara Giulietta 2018, secondo posto)

A Giulietta, quindi potete scrivere per email (info@julietclub.com), per posta(Vicolo Santa Cecilia 9, 37121 Verona) o semplicemente portarvi dietro un biglietto da affiggere presso la sua casa se passate per Verona. Sognate tutti un grande amore e vi chiedete quando e se arriverà? Lo avete trovato e lo avete perduto? Oppure semplicemente volete raccontare la vostra storia? Cosa aspettate a scrivere a Giulietta?

A questo link, trovate un video con i messaggi più significativi che sono stati affissi su una parete della casa di Giulietta: https://youtu.be/KXI4GDTEiJ8

“Quando non sarai più parte di me, ritaglierò dal tuo ricordo tante piccole stelle, allora il cielo sarà così bello che tutto il mondo si innamorerà della notte.”
(Romeo e Giulietta, Shakespeare)

A cura di Franny.

10 citazioni motivazionali originali

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Parte finalmente la nostra idea: “10 citazioni motivazionali originali”.

Vogliamo condividere con voi il nostro percorso di successo e di arrampicata verso la realizzazione personale. Ciascuno di noi può essere migliore e si merita di raggiungere una versione più evoluta di se stesso. Come fare? Quando siete depressi, quando siete tristi, quando sentite di non farcela, ricordate a voi stessi perché avete incominciato. Qualsiasi sia il vostro obiettivo finale, non datevi per vinti. Ecco le prime “10 citazioni motivazionali originali” del nostro blog.

“Ogni giorno devo rammentare a me stesso/a perché ne vale la pena.”

 

“Non rinunciare mai. Dimenticati che esiste questa possibilità. Rinuncia solo se stai calpestando la strada sbagliata, sennò persisti.”

 

“Lo so, pensavi che le prove fossero finite. La verità è che un vero eroe non può smettere di mettersi in gioco.”

 

“Siate diversi. Siate originali. Siate creativi. Fate un miracolo per gli altri delle vostre esistenze. Siate unici.”

 

“Niente potrà mai rubarti quello che porti racchiuso in te. Ci sono emozioni immortali.”

 

“Per brillare, talvolta, bisogna prima soffrire, essere sepolti nel fango, umiliati. Nulla brilla più di un’anima umile.”

 

“Tu sei in grado di fare qualunque cosa. Non permettere alle malignità esterne o alla tua voce interiore di distruggerti.”

 

“Sogna. Non temere che i sogni ti facciano perdere il senso della realtà. Osa, scegli di essere speciale.”

 

“Ricordati, quando sei senza forze, che i lieto fine sono sempre alla fine del libro.”

 

“Ogni tanto bisogna avere fede al di là delle cose possibili.”

 

Ecco qui le nostre “10 citazioni motivazionali originali” di questa settimana. Qualsiasi cosa stiate affrontando, il team di Power of optimism è con voi. Alla prossima settimana!

A cura di Franny e di Crystal.

Poesia “Sorgi Primavera”

Sorgi, primavera!

Sorgi!

Sorgi come il sole,

dietro alle montagne allegre!

Colora l’atmosfera,

brilla!

Tingi di rosate scintille

il cielo compatto.

O aurora, dalle vesti tue eteree,

ne esci dal bocciolo della rosa bianca.

Il piedino leggiadro tocca il petalo.

Scendi giù dal gambo secco

e sali fin sopra le punte dell’erba,

sugli specchi dei laghi poi pattini

e degli alberi fai tuoi trampolini

per gettarti in volteggi nel cielo.

Pioggia!

Rugiadose gocce ti fanno da scarpe.

Sontuosi raggi, da scialle, nel cielo.

Voli sulle ali purpuree del vento.

Da corteo ti fan mille gli uccelli!

Sorgi, primavera.

Vieni!

Sveglia è la divina aurora!

Sorgi, o donna leopardiana!

Sorgi!

A cura di Franny.

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